Gli uomini straordinari nascono ovunque,
non conoscono limiti ai loro piccoli sogni,
tremano per amore quando questo li sfiora
e nascondono le proprie lacrime nelle tasche del cappotto.
Jacqueline Miu
Gli uomini straordinari nascono ovunque,
non conoscono limiti ai loro piccoli sogni,
tremano per amore quando questo li sfiora
e nascondono le proprie lacrime nelle tasche del cappotto.
Jacqueline Miu
Mi hanno chiesto perchè !
La fotografia, per me deve esprimere sensazioni ed emozioni in tutti, me compreso. A volte io stesso mi ritrovo ad ammirare o bocciare il mio lavoro, a stivare per mesi foto e lavori senza sapere se sono finiti o se ad essi manca qualcosa. Di solito manca la mia anima, cosi quando me ne accorgo, butto via tutto ed alleggerisco l'hard disk. La verità è che un semplice scatto non mi dice nulla così in me nasce il desiderio della foto collettiva. Cos'è ?... è l'assemblaggio di varie foto al fine di completarne una. Non necessariamente le foto sono dello stesso autore. Così a volte rubo un volto a Klimt che ridisegno al pc e lo rendo idoneo alla mia composizione, altre volte chiedo ad un amico di darmi una foto che ha scattato, altre semplicemente le raccolgo nel mio archivio di cose dimenticate o le faccio a doc. Poi c'è il ghiaccio, lui blocca tutto !!! i colori, l'aria, le rotture e le forme, a volte principale od unico interprete altre volte parte integrante di un tutt'uno. Chissà forse l'idea del ghiaccio non è altro che il sogno di vivere per sempre.
Mi è sempre piaciuto Klimt così ho rubato, ridisegnato, deformato e ghiacciato il
biondo è diventato rosso e……. beh un sogno scopiazzato in una domenica che
ho dedicato prima alla mostra di Palazzo Reale a Milano poi al mio ghiaccio un
po’ pazzo.
Non è un ritorno al passato, anche se sembra, ma pura sperimentazione sul
colore e sulle forme.
In un goulag mi ha mandata a morire,
ho le unghie spezzate per il freddo
ed il dolore, in questo lontano paese.
Non ho più le tortore del mio giardino
che becchettano briciole di pane
ma corvi neri dai fischi stridenti.
Cammino nella neve con il gelo nel cuore
e non poto più le mie rose di maggio.
Spero di cadere ad ogni passo
per trovare una morte gelata e silenziosa,
sotto questi alberi stranieri che non bruciano
nel camino in queste lunghe notti
quando il vento fischia tra le assi.
Non dormo più raggomitolata sul tuo cuore,
mi hai lasciata sola con una coperta
stracciata e l’ululato dei lupi.
La poesia che segue é opera di Francesca Begozzi, amica da sempre
Nel mio bicchiere
hai bevuto,
passavo di li
con i panini in una mano
ed il caffelatte nell’altra
in un anonimo bicchiere di carta,
non mi hai guardata negl’occhi,
hai teso la mano, hai bevuto
e me l’hai restituito.
Dove si sono appoggiate poi le mie labbra ?
Sopra la traccia delle tue, spero,
era tiepida
e te l’ho reso di nuovo
e l’hai accettato:
è così un primo bacio ?
Irriconoscibile mentre, affascinata,
osservo il bordo
dove si sarebbe posata la tua bocca,
sotto la pioggia
e mentre gli altri
ci parlavano.
Ieri è andata così.