Attimi di Ghiaccio

La vita di ognuno è fatta di tanti attimi, la mia è fatta di attimi per la maggior parte vissuti nel ghiaccio, sia nella forma metaforica che in quella del tutto reale. Abituato quindi al freddo dentro e fuori, ho voluto rappresentare l'attimo regalando uno scatto fotografico al mio ambiente naturale: il ghiaccio. Ho voluto regalargli il calore del colore e la fantasia delle immagini celate, che si possono scoprire al suo interno. Ho voluto rendere accoglienti anche a me stesso ed al mio cuore i miei "Attimi di ghiaccio".

sabato 24 novembre 2012

Libertà

piedone

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro

La stella dei ricordi perduti

manita picc

Questa notte ho passeggiato
sulla spiaggia guardando
il cielo e la mia mente
attratta dallo spettacolo
delle stelle,
che i miei occhi ammiravano
nel cielo senza luna,
ha cominciato ad inoltrarsi
nella galassia peasseggiando
tra stelle e pianeti, sugli
anelli di saturno e le
lune di giove, tra cumuli
di ghiaccio e lingue di fuoco
poi in fondo , lungo la
via lattea, una stella brilla
più delle altre, è la stella dei
ricordi perduti e se la guardi
bene vedi riflessi in lei
i volti di chi non vuoi scordare
e potrai parlare con i tuoi ricordi
lei ti risponderà dolcemente e
fin che vorrai ti farà compagnia.

domenica 11 novembre 2012

Abbraccio

abbraccio picc

Voglio dedicare un abbraccio a coloro
ai quali piacciono le mie foto,
a quelli che mi vogliono bene e
a chi il mio abbraccio l’aspetta davvero.

mercoledì 31 ottobre 2012

Oki Nami Ura (sotto la grande onda)

onda piccola 

La grande onda. Arriva improvvisa, spiana e sconvolge. Rovescia l’antico, prepara il nuovo.
Forse smaschera il nuovo, rivela l’antico. Certo viene da lontano, dalla superficie del mare,
dal vento del cielo. Certo non placa, non acquieta: mescola sale e sabbia, provoca, soffre.
Potrebbe anche non venire, potrebbe ritardare, ma quando giunge irrompe, costringe
al movimento, allo stupore, ad un pensiero. Spegne un certo modo di guardare le cose,
i simboli, i linguaggi. Non è un’opera qualsiasi: occorre tempo e vita per capire cosa nascerà
nel fluido elemento delle sue trame. Perché la grande onda vive anche dopo la sua morte;
e quando le cose saranno passate e le parole dette, essa avrà ancora mondi da rivelare,
parole da riscoprire, cose da costruire. E non si fermerà mai.

martedì 16 ottobre 2012

Il faro

farino blog

Scrivo per sognare,
chiudo gli occhi e vedo il mare
sogno e vedo un faro lontano
ora sono giovane gabbiano
Sogno e volo leggero ed elegante
giocando intorno a quel gigante
Vedo il sole rosso che si tuffa in mare
e due amanti che fan l'amore

sabato 13 ottobre 2012

Madre e piccolino

giaguaro

La Fata del mare

Ogni anno, a Castel del Sole, organizzavano una gara di sculture di sabbia e tutti gli abitanti dell’assonnato paesino in riva al mare si risvegliavano improvvisamente e, in un eccesso di energia, per tutto il giorno lavoravano assiduamente creando con la sabbia ogni sorta di fantastica figura. Quel giorno avevano scolpito nella rena castelli, draghi, cavalieri, unicorni ed anche una bellissima fata. L'avevano chiamata “ la fata del mare”, modellata per ore, con la sabbia più fine e dorata, usando l’acqua per amalgamare i minuscoli granelli. Le avevano creato forme flessuose, accarezzando con dolcezza e delicatezza il corpo , le gambe, il viso. Ma il vero capolavoro erano gli occhi che due vetrini verde smeraldo, incastonati al posto giusto, rendevano così dolci, vivi, scintillanti che parevano quasi veri.Quella sera i bambini fecero scempio di tutte quelle opere, ma nessuno toccò la fata. Fu Risacca che ,nella notte , aiutata da Vento, la portò con sé perché Nettuno, vedendola così tenera e bella, la volle nel suo Mondo Incantato in fondo al mare. La mattina dopo, nel punto dove c'era stata la fata, Vento e Risacca avevano lasciato un fiore. Passarono i mesi e poi gli anni quando una notte, Marina, una fanciulla del paese che era rimasta sola da quando il suo amore era disperso in mare, si recò sulla riva fermandosi proprio dove un tempo era stata modellata la fata. In quello stesso punto la giovane donna pianse disperata per il suo amore perduto. D'incanto, nell’oscurità, dalle acque si sollevò ,illuminata dalla luna, una figura di donna trasparente, fatta di acqua, che sembrava attratta da quelle lacrime; si avvicinò alla ragazza la quale ,per un attimo, trasalì guardando la strana e bellissima apparizione: le forme erano flessuose, i capelli, trasparenti ,avevano riflessi rossi e gli occhi erano verde smeraldo. Era una fata dolcissima che sussurrava parole con un filo di voce che penetrava il cuore. Raccontò alla ragazza la sua storia: era la Fata del mare, rapita da Risacca e Vento per l’amore di Nettuno e da lui trasformata in acqua salata. Poi le chiese il nome e il motivo di quelle lacrime, di tanta disperazione; venutane a conoscenza , sorrise spiegandole che Nettuno, ogni tanto, rapiva marinai, fanciulle, cuochi, giovani, bambini, mamme e anziani per popolare il suo Mondo Incantato sotto il mare: laggiù tutti vivevano felici, tranne un giovane che, nonostante fosse circondato da mille bellissime fanciulle, soffriva per la mancanza del suo amore terreno di nome Marina. Fu così che la fanciulla seppe dove era disperso il suo innamorato e pregò la fata di condurla con sé sotto il mare, perché non voleva più vivere sulla terra senza il suo compagno. La fata l’abbracciò e sussurrandole parole rassicuranti, in un attimo la condusse nel Mondo Incantato di Nettuno: finalmente i due giovani si ritrovarono e tenendosi per mano si raccontarono le sofferenze dei lunghi giorni della lontananza e ora ridevano, ora si abbracciavano, ora si guardavano negli occhi con amore. Nettuno, colpito da tanta dedizione, offrì loro la libertà, ma essi rifiutarono e decisero di rimanere per sempre nel Mondo Incantato ricco di amici, di luce, di colori, di gioia. Tuttavia chiesero di poter ritornare a visitare Castel del Sole una volta all’anno perché lì si erano conosciuti e lì era nato il loro amore. Da allora fino ad oggi, non si sa il perché, quando nel piccolo paese assolato arriva il giorno della gara delle sculture di sabbia, c’è sempre qualcuno che, improvvisamente, decide di scolpire due giovani sorridenti che si tengono per mano,ma sempre, durante la notte , Risacca e Vento li portano via.